Piatti "portafortuna" di Capodanno

Con un po’ di anticipo, vogliamo augurarvi uno splendido 2019 nel modo più saporito possibile!

Tutti abbiamo i nostri piccoli riti di capodanno, per ingraziarci la fortuna o anche solo per tradizione; molti hanno a che fare con i fornelli. Ma fuori dal nostro Paese, che si mangia per avvicinare la buona sorte?

1. Maiali austriaci

Il maiale, storicamente, è simbolo di ricchezza e benessere, associato a chi non rischia la fame.

Per questo è un ottimo glücksbringer: un portafortuna che attira denaro e buona sorte, in forma di dolce, di giocattolo o direttamente arrostito e mangiato al cenone, magari insieme a un bel piatto di lenticchie.

Una curiosità: un metodo tradizionale austriaco per “indovinare” il proprio futuro nell’anno a venire consiste nello sciogliere, su un cucchiaino, figurine di piombo, per poi interpretarne la forma. Pare che la forma del maiale indichi fortuna al gioco – fatto da non dimenticare, in caso di tombolone!

2. Aringhe polacche

Marynowane śledzie: aringhe marinate, in altre parole.

Forse a qualcuno non sembrano la più appetitosa portata da proporre a Capodanno, ma per un polacco, mangiarne come primo pasto del nuovo anno è un noto portafortuna.

Qualche altro consiglio? Mai lasciare armadi vuoti nella notte del 31 (predicono povertà per l’anno in arrivo) e mai arrivare a Capodanno con dei debiti in sospeso.

3. Spaghetti giapponesi

Si chiamano “spaghetti di Capodanno” (年越し蕎麦: toshikoshi soba), e fanno parte dei cibi preferiti per l’occasione fin dall’epoca Edo.

Sembra che la lunghezza degli spaghetti sia associata all’augurio di una vita altrettanto lunga, e che anche la loro provenienza dal grano saraceno, che è estremamente resiliente, sia simbolo di tenacia e buona sorte.

La facilità con cui gli spaghetti si spezzano, al contrario, indica la possibilità di lasciarsi alle spalle i problemi e le difficoltà dell’anno passato! 

4. Uva spagnola

Las doce uvas de la suerte: “i dodici acini d’uva della sorte”!

Così viene chiamata una tradizione spagnola che risale alla fine del milleottocento, resa popolare all’inizio del secolo scorso… Da un gruppo di viticoltori, per migliorare le vendite d’uva!

Da allora, la tradizione dei “dodici acini” ha varcato i confini della Spagna, raggiungendo molti altri Paesi di lingua spagnola. Si è stabilita persino nelle comunità ispaniche statunitensi, nonché nelle Filippine!

L’idea è mangiare un acino a ogni rintocco della mezzanotte, per allontanare le influenze maligne e attrarre la prosperità. O, più semplicemente, per dare un dolce benvenuto all’anno nuovo! 

5. Lenticchie italiane

Torniamo in Italia per trovare una delle componenti più celebri dei nostri cenoni: le lenticchie!

Zuppa di lenticchie, lenticchie in umido, persino polpette di lenticchie popolano le nostre tavole. Le mangiamo da sole o come contorno (magari con il classico cotechino). E, come tutti sappiamo, le lenticchie portano soldi.

Pare che la tradizione derivi addirittura da un’abitudine diffusa nell’antica Roma, che prevedeva di regalare un sacchetto di cuoio pieno di lenticchie, con l’augurio che queste diventassero monete sonanti!

Di certo sono state una risorsa popolare per lungo tempo: più accessibili della carne, ma ricche in ferro e proteine, rappresentavano una vera e propria ricchezza nei momenti di necessità.

Sia come sia, le lenticchie restano un saporito augurio da offrire a Capodanno.

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